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La Comunità

VALLE DI FIEMME E VALLE DEL BIOIS SI TENDONO LA MANO

di Martedì, 13 Dicembre 2016
Immagine decorativa

Valle di Fiemme e Valle del Biois sono ora più vicine: le due comunità montane hanno avviato un dialogo istituzionale basato sulle affinità geografiche, culturali e sociali.

Dopo la recente visita di Michele Malfer a Canale d’Agordo, sabato una delegazione del bellunese ha avuto modo di incontrare i rappresentanti degli enti e della cultura fiemmesi. È stato Giovanni Zanon, presidente della Comunità Territoriale di Fiemme, a dare loro il benvenuto in valle, dopodiché il gruppo è stato invitato a visitare alcuni dei luoghi significativi di Cavalese, a partire dal palazzo della Magnifica Comunità, alla presenza dello Scario Giacomo Boninsegna e dalla guida Tommaso Dossi, fino alla Biblioteca Muratori, guidati da Giovanna Siviero. Ad accompagnarli in questo breve ma significativo itinerario culturale, il vicepresidente della Comunità di Valle Michele Malfer, le assessore alla Cultura di Cavalese Ornella Vanzo e di Tesero Silvia Vaia, il sindaco di Castello Molina di Fiemme Marco Larger e il capitano dei carabinieri Enzo Molinari.

Sabato sera si è poi tenuto l’incontro a Tesero, in Sala Bavarese, dal titolo “Un sorriso che ha cambiato il mondo: Papa Luciani. Fede, speranza e amore nel nostro tempo”, patrocinato da Comune e Comunità di Valle: una serata molto partecipata durante la quale ci si è soffermati sulla vita e sull’eredità spirituale di Papa Luciani. Sono intervenuti Loris Serafini curatore scientifico del Musal – Museo Albino Luciani, don Davide Fiocco, direttore del Centro Papa Luciani di S. Giustina Bellunese, la nipote del Papa Pia Luciani, Laura Busin dell’Associazione Amici di Papa Luciani e Chiara Fontanive (amministratrice unica della Fondazione Papa Luciani). Presente anche l’artista e scultore Giorgio Dal Piva. Ad accompagnare la serata, il Coro Giovanile di Tesero.

“Proprio come quando io sono stato nell’Agordino, la giornata di sabato è stata l’occasione per conoscerci meglio. Siamo due realtà vicine geograficamente e culturalmente, divise ma allo stesso tempo accomunate dalle montagne. Il dialogo che abbiamo avviato parte dalla cultura: ha permesso a noi di approfondire la storia e le istituzioni che si impegnano a far conoscere la figura di Papa Luciani e a loro di conoscere un ente secolare che ha caratterizzato la nostra storia. Sarebbe interessante creare una rete culturale e artistica capace di valorizzare le rispettive esperienze e proposte”, sottolinea Malfer. Per poi aggiungere: “È un primo passo che spero possa concretizzarsi in futuro con altri incontri: sono molte le sfide che ci accomunano, prima di tutto di tipo culturale. Sono sicuro che portare avanti un dialogo su temi importanti, quali per esempio la qualità della vita in montagna, possa essere fruttuoso. Le comunità montane dovranno sempre più accompagnare i cambiamenti istituzionali e di pianificazione dello sviluppo del territorio: vanno condivise esperienze e cambiamenti in atto. Noi abitiamo i paesaggi della nostra vita, ma questi  non sono luoghi certi: devono ancora avvenire, perché non li stabiliamo una volta per sempre e questa dimensione “da venire” dobbiamo guadagnarcela. I paesaggi del futuro si fondano sui gesti del passato”.

 

Cavalese, 13 dicembre 2016

 

 

 

 

ADDETTO STAMPA

Monica Gabrielli     

340.8551994

monicagabrielli@gmail.com